LO STILE SCANDI BOHO


Ultimamente sui social vengo letteralmente catturata dalle numerose immagini di interni in stile Scandi Boho, una delle tendenze del momento in ambito di arredamento e home styling.

Per fare chiarezza, lo stile Scandi Boho rappresenta la combinazione tra il minimalismo e il total white del design scandinavo e lo spirito creativo ed eclettico dello stile bohémien. Quello che si viene a creare da queste due tendenze apparentemente opposte è uno stile meno freddo dello scandinavo puro ma più trasandato ed originale, e allo stesso tempo meno barocco dello stile bohémien. Insomma si compensano e forse si migliorano a vicenda.. un mix perfetto direi!

Non ne parlo solo perchè è “di tendenza” ma sopratutto perchè è uno stile affine ai miei gusti, rispecchia la mia personalità e rappresenta equilibrio e freschezza, non trovate?

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|COME ARREDARE IN STILE SCANDI BOHO|

 

Per arredare la vostra casa in stile Scandi Boho il consiglio principale è di realizzare un MIX AND MATCH di colori, materiali (sopratutto tessili e materiali naturali) e texture, ma senza esagerare! Bisogna infatti essere in grado di mantenere un certo ordine e una certa pulizia tipica del design nordico per non appesantire l’ambiente e non far prendere il sopravvento allo stile bohémien. Per evitare questo è utile infatti partire sempre da una base bianca per poi aggiungere tocchi boho poco alla volta, o utilizzare palette di colori chiari e naturali o non eccessivamente in contrasto fra di loro. Bisogna osare (con equilibrio) anche nella scelta degli arredi, mixando pezzi contemporanei o tipicamente scandinavi ad elementi vintage e arredi etnici e/o orientali (caratteristici dello stile boho). Infine, elemento imprescindibile per un interno in stile Scandi Boho sono le piante, sopratutto grasse o a foglia larga, magari posizionate in vasi anch’essi in materiali diversi o nelle ceste che fanno tanto stile bohémien!

Ed ora vi lascio a diverse ispirazioni di interni in stile Scandi Boho 🙂

 

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DUE APPARTAMENTI A BARCELLONA TRA BLU VIVACE E VERDE FLUO


Oggi vi propongo due home tour molto semplici, caratterizzati però da colori vivaci e fluo che richiamano l’estate. Ci troviamo nell’eclettica Barcellona ed entrambi gli appartamenti sono stati ristrutturati dallo studio spagnolo Miel Arquitectos.

Il primo appartamento, “Piso Pujades11”, colpisce immediatamente per i toni del blu acceso delle piastrelle grafiche della cucina. Il salotto, grazie a divani reversibili e tende divisorie si trasforma in zona notte per gli ospiti, con un secondo bagno centrale a disposizione. La camera da letto invece è un’ambiente semplice e rilassante, con un bagno di pertinenza che funge da piccola area benessere privata.

L’atmosfera fresca e luminosa della casa è il risultato di un attento equilibrio di materiali e finiture: arredi su misura in multistrato di betulla compongono la maggior parte dello spazio, parquet a pavimento, mosaici e piastrelle blu regalano una sensazione di comfort e freschezza richiamando vagamente gli interni di una barca.



Il secondo home tour riguarda “Piso Pereiv44”, un appartamento di 65 mq ristrutturato con l’idea di essere usato a scopo turistico per brevi soggiorni a Barcellona.

La cucina è il vero centro vitale della casa, organizzata quasi come fosse un bar, offre un luogo invitante non solo per cucinare ma anche per fare due chiacchiere e socializzare. La zona giorno si caratterizza inoltre dalla presenza di tessuti e cuscini colorati, da piastrelle geometriche a pavimento in tonalità calde e dalle lampade in corda disegnate da Alvaro Catalán de Ocón.

Zona giorno e zona notte sono separate da una parete continua, scandita da disimpegni dipinti in verde fluorescente e rivestita con pannelli a specchio che amplificano lo spazio e la luminosità dell’ambiente creando giochi di riflessione.

Entrambe le camere da letto matrimoniali offrono un’atmosfera più essenziale, con interni dipinti di bianco, mobili ibrido armadio-scrivania realizzati con il recupero delle porte originarie dell’appartamento e testate che seguono il percorso delle mura originali.

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COSA MI PIACE DI QUESTI DUE APPARTAMENTI? La semplicità e allo stesso tempo la particolarità che li contraddistingue e la giusta dose di colori vitaminici che danno carattere agli ambienti!

Credits photo | Miel Arquitectos

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40 IDEE PER ARREDARE UN PICCOLO BALCONE IN CITTA’

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La bella stagione fortunatamente è arrivata e anche il caldo inizia a farsi notare.  Via libera quindi al periodo degli aperitivi all’aperto, delle prime abbronzature e del “voglio stare all’aria aperta più che posso”! Tutto questo è bellissimo, ma considerato che nonostante il passare delle stagioni i nostri impegni non cambiano e non si può stare sempre in spiaggia o in vacanza (sigh!) perchè non sfruttare al meglio gli spazi all’aperto che abbiamo a nostra disposizione?

Anche un piccolo balcone in città se ben progettato e arredato può diventare infatti un angolo personale all’aperto in cui ospitare gli amici, rilassarsi al fresco la sera e perchè no, anche lavorare o studiare sentendosi un pò in vacanza anche a casa propria. Inoltre con un budget low cost e pochissimi accorgimenti si può davvero rivoluzionare questo ambiente e goderlo a pieno.

Abitando a Roma mi capita spesso di vedere dei balconcini tristi e abbandonati o magari sfruttati esclusivamente ad uso lavanderia, quando lo spazio potrebbe assecondare più funzioni nonostante le ridotte dimensioni.  E’ per questo che ho raccolto ben 40 ispirazioni suddivise per funzioni per i poveri balconi cittadini abbandonati! 😉

L’ORA DELL’APERITIVO

Cosa c’è di più piacevole di bere un bicchiere di vino al fresco dopo una giornata di lavoro? O anche di una ricca colazione in balcone la domenica mattina? Se pensate di non avere lo spazio nemmeno per un piccolo tavolino pieghevole non perdetevi d’animo perché ci sono tante pratiche soluzioni da appendere direttamente alla ringhiera del vostro balcone da poter utilizzare all’evenienza ed essere poi facilmente rimosse.

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L’AREA RELAX

Uno dei modi per sentirsi sempre in vacanza nel vostro piccolo balcone cittadino è trasformarlo in un angolo di relax assoluto in cui prendere il sole, accogliere gli amici o leggere un buon libro. Con le sedute e i divanetti da esterno si ha l’imbarazzo della scelta, ma a volte basta anche un bel tappeto o dei cuscini poggiati a terra per ottenere il vostro angolo benessere. E per le sere estive non dimenticate lucine e candele per scaldare l’atmosfera 🙂

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L’ANGOLO STUDIO/LETTURA

Durante la stagione calda può essere meno frustrante lavorare in casa trasferendo per quanto possibile lo studio sul balcone. Un’idea interessante è quella dell’azienda tedesca Standtbedarf che ha realizzato una soluzione da utilizzare direttamente con la ringhiera del balcone. Compatibile con tutti i tubi da un diametro massimo di 6 cm, l’accessorio può essere utilizzato come una scrivania da esterni. Si regge facendo perno sulla ringhiera in modo da poter appoggiare il laptop, una bottiglia d’acqua e, volendo, è possibile anche inserire del terreno per coltivare dei fiori oppure utilizzare quel vano per riempirlo di ghiaccio e conservare le bevande al fresco. Ma anche senza comprare accessori particolari si può comunque ricavare il proprio angolo studio o lettura con delle semplici soluzioni fai da te.

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UNO SFOGO PER I POLLICI VERDI

Ovviamente il balcone, di qualsiasi dimensione sia, può essere una valvola di sfogo per tutti gli amanti del verde. Per chi ha un balcone mini invece di usare piante e vasi ingombranti consiglio di sfruttare le pareti realizzando dei giardini e orti verticali o le altezze appendendo piantine a sospensione.

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Vi è venuta voglia di ridare vita al vostro balcone vero?! 😉

Co55: UN LOFT IN STILE INDUSTRIALE A CAMPO DE’ FIORI

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Il 6 e il 7 maggio Roma ha ospitato la manifestazione internazionale Open House Roma, l’evento annuale che dal 2012 consente l’apertura gratuita in un solo weekend di centinaia di edifici della Capitale interessanti da un punto di vista architettonico e artistico. Numerosi anche gli interni privati da poter visitare nelle varie zone di Roma con le spiegazioni e le visite guidate effettuate dagli stessi progettisti. Ovviamente non potevo perdere l’occasione di andare a curiosare in qualche casa, e così munita di scooter e reflex ho passato un sabato inusuale in giro per la mia città.

Tra le varie visite svolte vorrei parlarvi di quella al Co55, un loft in stile industriale situato nei pressi di Campo de’ Fiori, in pieno centro storico di Roma, progettato dallo studio di architettura Architects At Work. I giovani progettisti dello studio ci hanno accolti con la massima ospitalità e naturalezza nell’appartamento, che colpisce immediatamente per la sua luminosità e un’aria ricercata ma allo stesso tempo molto “cozy”.

Il progetto di Co55 ha previsto la ristrutturazione integrale di un attico all’interno di un edificio razionalista degli anni ’60 situato in Via del Conservatorio. Il cemento dei pilastri e delle travi è stato volutamente portato a nudo per risaltare la sequenza della struttura portante e funge da fil rouge della casa oltre che da elemento fondamentale del progetto. I pilastri divengono anche sostegno per il tavolo da pranzo e la cucina, entrambi realizzati con soluzioni artigianali in acciaio e volutamente sospesi. La connotazione industriale della casa è mitigata dalla posa delle plance di rovere naturale a terra e in questo dialogo-contrasto le pareti pastellate divengono un elemento neutrale di raccordo.

Il loft si caratterizza e colpisce anche per una serie di arredi vintage e oggetti di recupero in equilibrio perfetto fra di loro che personalizzano la casa. Vecchi barili e oblò di una nave riadattati a specchi, bilance industriali, bauli come comodini e costruzioni Lego al posto dei classici soprammobili “della nonna”. Quindi aprite bene gli occhi perchè questo appartamento vi regalerà molti spunti e ispirazioni anche per arredare le vostre case!

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COSA MI PIACE DI QUESTO PROGETTO? La luminosità, gli arredi di recupero e il mix di stile industriale e vintage. Inoltre mi piace vivere Roma quando offre eventi belli come Open House.. ce ne vorrebbero più spesso!

 

CREDITS | Architects at Work Studio

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Images ©GM INTERIOR DESIGN by Giulia Margiotta

UNA CASA MINIMALISTA NELLA FORESTA

 


Oggi avevo proprio voglia di una buona dose di minimalismo scandinavo. Sarà colpa di queste ultime giornate grigie e piovose di fine Aprile (o siamo tornati a Novembre?!) che mi fanno ricercare l’energia in case dalle linee pure, dove il bianco, il legno e la natura circostante fanno da padroni.

Ci troviamo a Bagarmossen, in Svezia, in una casa di circa 150 mq  sviluppata su due livelli e con un patio quasi immerso nella foresta. Una casa dallo stile chiaramente scandinavo, caratterizzata da pochi oggetti e da colori chiari e naturali.

COSA MI PIACE? Il total white che regala freschezza e luminosità, il minimalismo e la visuale diretta con la foresta.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credits photo | Fantastic Frank

RISTRUTTURARE | LE PORTE FILOMURO


 


Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione di una casa, un aspetto che viene poco considerato, o perlomeno sottovalutato rispetto ad altri, è quello della sostituzione delle porte. La possibilità di cambiare la tipologia di porte può essere invece d’aiuto per recuperare spazio prezioso in un ambiente e rendere anche le porte in sintonia con il nuovo stile e arredamento della casa.

E’ per questo che oggi voglio parlarvi delle porte filomuro, perfette per la ristrutturazione di una casa contemporanea e per chi ama uno stile minimale ed essenziale, ma anche per camuffare l’accesso ad ambienti secondari, come ripostigli e zone lavanderia.

Le porte filomuro (o rasomuro) si distinguono dalle porte tradizionali per la totale assenza di stipiti, cornici e coprifili a vista, permettendo la realizzazione di una superficie omogenea e in perfetta continuità con la muratura in cui vengono installate.
Sono porte reversibili, cioè permettono di stabilirne il senso di apertura e possono essere installate sia su pareti in muratura che in cartongesso.
Sono disponibili nelle misure standard (70-80cm di larghezza x 210cm di altezza), ma possono essere realizzate anche su misura: molto diffusa la versione a tutta altezza, che aumenta ancora di più l’effetto a “scomparsa” nella parete. Inoltre vi sono versioni di porte filomuro blindate, utilizzabili quindi anche per le porte d’ingresso.

Il momento ideale per installare una porta filomuro è proprio durante la ristrutturazione di una casa, e prima della realizzazione degli intonaci, in modo da permettere di murare perfettamente il telaio nella parete, con un risultato pulito ed efficace. Proprio per la particolare modalità di posa in opera, una porta di questo tipo ha costi superiori rispetto a una di tipo tradizionale. Ad esempio, se per una porta in fibra di legno o MDF rivestita in laminato si può considerare un prezzo medio di 250 euro, per lo stesso tipo di prodotto, montato però a raso parete, bisognerà preventivare una spesa di almeno 500 – 1000 euro, montaggio e manodopera esclusi.

LE TIPOLOGIE DI PORTE FILOMURO

A BATTENTE: è la classica apertura, in cui l’anta ruota intorno all’asse tramite cerniere fissate sullo stipite sul lato opposto a quello della maniglia, con cerniere in questo caso a scomparsa.

SCORREVOLE INTERNO MURO: la porta è scorrevole a scomparsa, cioè quando viene aperta è ospitata completamente dentro la parete.

 

 SCORREVOLE ESTERNO MURO: nella versione esterno muro invece all’apertura la porta scorre lungo la parete attraverso un binario.

A BILICO: la porta ruota attorno ad un asse verticale, il bilico, spostato dalla parete di 10-20 cm e non utilizza le cerniere. Il sistema è adatto soprattutto per porte di grandi dimensioni.

LE FINITURE DELLE PORTE FILOMURO

STESSA FINITURA DELLA PARETE

La porta filomuro può essere dipinta con lo stesso colore della parete o realizzata con il suo medesimo materiale (ad esempio lo stesso rivestimento in legno per parete e porta), per un effetto di mimetizzazione totale. Trovo che questa sia la soluzione più adatta ed elegante per questa tipologia di porta, in quanto il suo scopo è proprio quello di nascondersi nella parete.

RIVESTITA CON CARTA DA PARATI

Sempre con lo scopo di nascondere la porta si può rivestire quest’ultima con la stessa carta da parati della parete. Al contrario, per risaltarla, si può rivestire solo la porta per un effetto a contrasto suggestivo.

IN ESSENZA

Nella versioni più tradizionali, le porte filomuro possono trovarsi anche nelle più comuni essenze del legno, laccate, lucide, con inserti in vetro o altri materiali.

Che ne pensate voi delle porte filomuro? Vi piacciono o le trovate troppo essenziali? 😉

Se siete interessati  vi elenco i produttori di maggior rilievo per questa tipologia di porte: LINVISIBILE, ECLISSE, GAROFOLI, SCRIGNO, BERTOLOTTO.

3 TENDENZE DAL SALONE DEL MOBILE 2017

 

 


 
Anche questa edizione del Salone del Mobile è ormai terminata da giorni, e dopo aver iniziato a riordinare le idee, i cataloghi e le tantissime foto scattate a Milano sono qui a tirare le somme di ciò che ho visto.

Premetto che sono riuscita a vedere molte meno cose di quanto avevo programmato (sì, ero stata super ottimista!), sopratutto per quanto riguarda la giornata dedicata al FuoriSalone, ma di certo in così poco tempo non si poteva fare di più! Sono però felice di essermi concentrata sul meraviglioso spazio di Paola Lenti a Fabbrica Orobia 15, che seppur un pò fuori mano, è stato quello che mi ha entusiasmata maggiormente, complice anche la location industriale perfetta per l’allestimento. Prossimamente mi piacerebbe infatti dedicargli un post più approfondito!

Tornando al Salone del Mobile, le mie considerazioni generali sono più che positive. Ovviamente non ho potuto visitare tutti i padiglioni, ma da ciò che ho visto il livello medio della fiera, per le collezioni esposte e per l’attenzione data agli allestimenti, mi è sembrato alto sia per le grandi aziende che per le minori. Unica nota polemica potrei rivolgerla con dispiacere al SaloneSatellite, dove mi aspetto sempre qualcosa di più innovativo e invece la tendenza mi sembra sia quella di far prevalere la quantità degli espositori sulla qualità dei prodotti, e lo trovo un gran peccato.

Ma ora voglio finalmente raccontarvi le 3 tendenze di arredamento che ho captato da questo Salone del Mobile 2017..

01| Jungle mood

Questo trend ve l’avevo già anticipato, e non è di certo una novità che il colore dell’anno 2017 sia proprio il greenery. Infatti, come mi aspettavo, la maggior parte degli stand quest’anno si sono trasformati in vere e proprie foreste tropicali, con piante davvero ovunque! Con lo stile jungle infatti la natura entra in casa, si appropria degli spazi domestici e indoor. Al via libera quindi a piante, piccole e grandi che siano, angolini verdi, ma anche a tessuti, stampe e oggetti in stile tropicale. Legata al jungle mood ho notato anche una certa presenza di arredi in stile neocoloniale, con l’utilizzo di materiali quali la paglia di vienna, il midollino, il vimini e intrecci di vari materiali naturali.

Stand Moroso

Stand LaForma

Stand Arper

Stand Zanotta

Installazione MINI LIVING  al FuoriSalone

Spazio PAOLA LENTI a FABBRICA OROBIA 15 per il FuoriSalone

02| Il ritorno degli anni ’80

Il Salone del Mobile 2017 ha anche portato un ritorno in chiave contemporanea degli amati/odiati anni ’80. Tale influenza è da ritrovarsi sopratutto nell’uso del colore, che ha predominato quest’anno in fiera, ma anche negli arredi giocosi, nei laccati lucidi, nell’uso di materiali nobili e pregiati (il marmo è sempre presente, seppur in minor quantità rispetto allo scorso anno) e nei numerosi divani e sedute in pelle.

 

Stand Bontempi

Stand KOINOR

Stand MAGIS

PRIMATES vasi in ceramica by Elena Salmistraro per BOSA

Stand KARTELL

03| Leggerezza

Quest’ultima tendenza è la mia preferita e possiamo ritrovarla maggiormente negli arredi in stile scandinavo.. perchè sì, anche quest’anno lo stile più diffuso in fiera è stato ancora quello! Non solo il “classico” design scandinavo però, perchè in questa edizione, visitando molti stand, ho percepito sopratutto una sensazione di piacevole leggerezza. Leggerezza che mi è stata data dai colori desaturati, come il rosa cipria, l’azzurro polvere, il verde salvia o il giallo senape e dall’utilizzo di legni chiari e di profilati in metalli leggeri. Ditemi se anche voi non percepite la stessa sensazione guardando queste foto.. 🙂

Poltroncina e chaise longue APELLE in acciaio verniciato e cuoio di MIDJ | Poltroncine e sedie STRIKE by ATELIERNANNI per MIDJI

Stand PAGED

UNCINO chair by Ronan e Erwan Bouroullec per MATTIAZZI | QUINDICI chaise longue by Ronan e Erwan Bouroullec per MATTIAZZI

CHAIR_ONE by Konstantin Grcic per MAGIS e nuvole in rete metallica by Benedetta Mori Ubaldini

LEAF chairs by Lievore Altherr Molina per ARPER realizzate in tondini di acciaio verniciato

INVISIBLE AVANT-GARDE WALL ORGANIZER by 52 FACTORY al SaloneSatellite

Stand FRITZ UND FRANKEN al SaloneSatellite

Stand NYTA

 

E voi cosa ne pensate? Vi piacciono questi trend di arredamento? 😉

 

All images ©GM INTERIOR DESIGN by Giulia Margiotta

 

TORRE DI MORAVOLA: QUANDO IL DESIGN DIALOGA CON IL TERRITORIO


Il recupero della Torre di Moravola è uno di quei progetti che sanno dialogare con il territorio valorizzandone l’identità in chiave contemporanea.

Ci troviamo a Montone (Perugia), nel cuore verde dell’Umbria. La ristrutturazione è stata eseguita dalla Designer Seonaid Mackenzie e da Christopher Chong, Architetto formatosi alla scuola di Tadao Ando, la cui influenza è da notare nell’utilizzo degli innesti in cemento, ferro e vetro, dichiaratamente contemporanei.

L’antica torre di origine medioevale è oggi un esclusivo boutique hotel, un luogo quasi mistico dove il tempo sembra essersi fermato, circondato dal silenzio e dal verde di un paesaggio immutato da secoli. Entrando nella struttura invece si resta piacevolmente sorpresi dalle soluzioni architettoniche e decorative adottate, modernissime, e in piacevole contrasto con i materiali e la pietra locali.

All’esterno, al nucleo originario sono state aggiunte costruzioni ausiliarie: tettoie, piscine e terrazzamenti per adeguare gli spazi alla nuova funzione di accoglienza. Negli interni invece lucernai, aeree scale in ferro e vetro traslucido e leggere passerelle metalliche creano spazi dall’estetica minimalista e raffinata. Le zone comuni sono connotate da un interior design assolutamente contemporaneo, fatto di luci soffuse, materiali nobili e pezzi di design. I pavimenti sono stati lastricati in pietra serena sotto la quale sono nascoste le canaline dell’impianto di riscaldamento.

L’attenzione agli elementi della natura circostante è stata la linea guida degli interventi del progetto: per non essere invasivi rispetto al paesaggio, gli edifici aggiunti, i giardini, i terrazzi, e la piscina sono stati quindi allineati sul medesimo asse rispetto alla torre, in modo da consentire una vista totale delle valli circostanti.




Torre di Moravola

WAITING FOR SALONE DEL MOBILE 2017: PREPARATIVI E RESOCONTO DI QUELLO PASSATO

 

Ci siamo, la Milano Design Week 2017 è ormai alle porte, e dopo essere riuscita con estrema fatica a trovare un posto in cui dormire senza vendermi un rene posso pensare con più serenità a ciò che mi aspetterà in quei due giorni, brevi ma intensi.

La Milano Design Week, e soprattutto il protagonista dei protagonisti, il Salone del Mobile, è l’evento più atteso e ambito per tutti i professionisti, gli studenti e gli appassionati del settore design ed in effetti ho già gli occhi a cuoricino pensando alle tantissime cose che vedrò.
Tralasciamo tutto ciò che rende questa fiera un evento quasi ansiogeno, (poi per me si fa presto ad esserlo!) come la complicazione nell’organizzare il viaggio a Milano in quella fatidica settimana, le dimensioni enormi dei padiglioni presenti al Salone che ti macerano i piedi e la schiena, i numerosissimi eventi organizzati per il Fuorisalone in giro per Milano che non si sa mai quale scegliere, la troppa gente, e la frenesia generale di voler vedere più cose possibili in poco tempo che ti lascia in ogni caso quell’amaro in bocca (inevitabile!!) di esserti perso sempre qualcosa, nonostante hai girato come una trottola e sei tornato a casa con una valigia piena di cataloghi.

Ecco. Tralasciando tutto ciò, rimane comunque l’evento MUST in assoluto per il design e basta organizzarsi al meglio per non uscirne pazzi. E’ utile ad esempio fare una selezione dei padiglioni che si vogliono visitare in base alle proprie esigenze, focalizzandosi su quelli di nostro maggior interesse e tralasciando TOTALMENTE altri che ci interessano di meno. Dico questo perché per esperienza personale anche quando si dice “entriamo solo a dare un’occhiata” va a finire che si perde del tempo prezioso e si guardano le cose superficialmente. Quindi il motto per quest’anno sarà: MENO MA MEGLIO!

In questa edizione le manifestazioni che verranno ospitate in FieraMilano a Rho dal 4 al 9 Aprile saranno: il Salone Internazionale del Mobile, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Euroluce, Workplace3.0 e il SaloneSatellite.
Personalmente vorrei riuscire a visitare bene, oltre alla sezione Design del Salone del Mobile e del Complemento d’Arredo, il padiglione Workplace3.0 dedicato al design e alla tecnologia per la progettazione dello spazio di lavoro e il SaloneSatellite, spazio destinato ai giovani e promettenti progettisti.

Un consiglio che mi sento di dare per il Salone del Mobile, e che adotterò anche io, è quello di munirsi di un trolley (oltre che di scarpe super comode) per portare l’enorme quantità di cataloghi e brochure che si raccolgono per i vari stand. Può sembrare una cosa stupida e apparentemente scomoda ma vi assicuro che la vostra schiena vi ringrazierà! Pensate allo stesso peso portato per ore e ore in spalla o a mano.. No grazie!

Per quanto riguarda invece gli infiniti eventi organizzati in giro per Milano per il Fuorisalone le zone di maggiore interesse sono: Brera Design District, Tortona Design Week e Ventura Lambrate. Io vorrei riuscire sicuramente a fare un giro in zona Brera dove la tematica quest’anno è la citazione di Bruno Munari:

“Progettare è un gioco, giocare un progetto”

Ma sto ancora cercando di organizzare al meglio la giornata che avrò a disposizione per il Fuorisalone, perciò vi aggiornerò in seguito su quello che riuscirò effettivamente a vedere!

Però prima di partire e scoprire le tendenze che ci proporrà questa nuova edizione del Salone del Mobile ho voluto fare un resoconto fotografico di quello che ho visto l’anno scorso, giusto per fare un ripassino (scusate per la risoluzione ma sono state fatte con uno smartphone non più nuovissimo!)

Nel 2016 c’è stata sicuramente una predominanza dello stile scandinavo, (per la felicità della sottoscritta!) con contaminazioni in stile vintage, prevalenza di colori pastello, sfumature naturali e dei toni del rosa (non a caso i colori del 2016 sono stati Rose Quartz e Serenity). Per i materiali si è visto un gran ritorno del marmo, utilizzato soprattutto per vasche da bagno e lavabi e per rivestimenti delle pareti; immancabili ovviamente il legno nelle tonalità chiare e naturali, la plastica colorata e il cotone. Sono andate molto anche le texture e i pattern geometrici e le stampe floreali e dal tocco esotico.

Cosa mi aspetto invece per questa edizione del Salone del Mobile?
Sono sicura che lo stile scandinavo sarà sempre tra i protagonisti, insieme ad una generale tendenza di contaminazione di stili diversi in uno stesso ambiente.               Inoltre penso che si vedrà molto verde negli arredi, (il colore del 2017 secondo Pantone è il Greenery) ma anche green come stile di vita: via libera quindi a piante negli interni, angoli verdi, atmosfere esotiche e rilassate e speriamo ad una tendenza di un atteggiamento più sostenibile in generale. Oltre ai trend e agli aspetti più modaioli della fiera però mi piacerebbe vedere anche qualcosa di innovativo, di “nuovo”, che di solito ci fanno progettare solo all’interno delle Università, e spero proprio di trovarlo nel SaloneSatellite.. staremo a vedere!